CHI MEDITA SI SANTIFICA, CHI NON MEDITA SI PERDE!

 

"La meditazione è una pratica insostituibile nella vita quotidiana del credente" (Pio XII).

L'anima ha bisogno di nutrirsi della Parola di Dio per rimanere viva e operante al suo servizio. San Paolo della Croce insegnò ai suoi confratelli a far meditare anche ai laici la Passione del Signore ogni giorno. Quanti frutti di santificazione vennero fuori grazie a questo insegnamento? Il Papa la definisce pratica insostituibile, non solamente importante. Oggi quanti cristiani non meditano? Per questo motivo manca la santità nella loro vita. E' cosi semplice meditare; cosi bello eppure cosi pochi lo fanno e amano farlo. La meditazione è il secondo grado della preghiera cristiana. Dopo la preghiera vocale c'è la preghiera mentale (meditazione) che serve ad alimentare la vita interiore dell'anima.

"Meditando vediamo cosa ci abbisogna, pregando (vocalmente) chiediamo ciò che ci serve" (S. Alfonso).

"Chi non medita è come chi non si specchia mai ed esce tutto in disordine" (Padre Pio).

E' moralmente difficile (quasi impossibile) che chi non medita si salvi. Questo è evidente se abbiamo ben compreso che nella vita spirituale o si cammina o si retrocede. Si cammina pregando e meditando, ma la sola preghiera vocale non basta. Madre Teresa di Calcutta era quello che era ma meditava più ore al giorno ogni mattina davanti al Santissimo. Giovanni Paolo II che quando pregava era semplicemente un incanto, meditava ogni giorno con la vicinanza dell'Immacolata a cui si era consacrato giovanissimo (Totus Tuus).

 

San Francesco di Sales (1576-1622) usava un approccio in quattro parti alla meditazione cristiana basato sulla "preparazione", "considerazione", "affezioni e risoluzioni" e "conclusioni":

Nella parte della preparazione, colui che medita si pone alla presenza di Dio e chiede allo Spirito Santo di condurre la preghiera, come nella Lettera ai Romani 8,26: "Lo Spirito sovviene alle nostre debolezze, perché non sappiamo ciò che dobbiamo chiedere in preghiera, come si conviene, ma lo Spirito stesso intercede per noi con sospiri ineffabili."

Nella parte della considerazione, ci si concentra su un tema specifico, per esempio un passo della Bibbia.

Nella parte delle affezioni e risoluzioni, ci si focalizza sui sentimenti e si prendono risoluzioni o decisioni. Per esempio, quando si medita sulla Parabola del buon samaritano si potrebbe decidere di visitare qualche malato ed esser loro di assistenza.

Nella parte della conclusione, si rende grazie e lode a Dio per le considerazioni e si chiede la grazia di mantener fede alla proprie risoluzioni.

 

Pensiamo a un fuoco ardente e a noi come delle fiaccole. Il Vangelo dice che la luce si accende per far si che illumini, non per nasconderla sotto un letto. Se però rimane accesa troppo a lungo si spegne. Ha bisogno di essere alimentata. La meditazione serve alla fiamma per tornare a contatto con il fuoco e a ravvivarsi ogni volta. Quante parole spendo per descrivere questa pratica benedetta e santa che fior di anime ha portato in paradiso! Chi ha conosciuto il Signore saprà bene capire ciò che ho qui sopra detto e ciò che manca al mio discorso. Non si diventa santi se non con la preghiera e con la preghiera mentale innanzitutto. Mezz'ora, un'ora, più ore al giorno per chi può, basta che si mediti costantemente, in modo particolare la Sacra Scrittura, magari aiutandosi con qualche commento autorevole secondo la Tradizione. Quando il Signore dice: "Vegliate e pregate" insegna proprio questo: vegliare (meditare) e pregare (chiedere). Perché lo dice? "Affinché non cadiate in tentazione" e quindi in peccato. Cosi sia.

 

di Cristiano M. G.

 

* * *

"Stimiamo pertanto essere grave Nostro obbligo di esortarvi alla pratica della meditazione quotidiana, pratica raccomandata al Clero anche dal Codice di Diritto Canonico. Come infatti lo stimolo alla perfezione sacerdotale è alimentato e rinforzato dalla meditazione quotidiana, così dal trascurare e negligere questa pratica, trae origine la tiepidezza dello spirito, per cui la pietà diminuisce e langue, e non soltanto cessa od è ritardato l'impulso alla santificazione personale, ma tutto il ministero sacerdotale soffre non lievi danni. Perciò si deve con fondamento asserire che nessun altro mezzo ha l'efficacia particolare della meditazione, e che la pratica quotidiana di essa è quindi insostituibile". (Pio XII Menti Nostrae).